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Zuccheri Assorbiti Troppo Velocemente – Regole D’oro Contro Il Diabete

Zuccheri assorbiti troppo velocemente – regole d’oro contro il diabete

Volete tenere lontano il diabete?

Poiché le cause di questa patologia non hanno segreti, anche la strategia preventiva non può che essere chiara e semplice. Una dieta sostanzialmente vegetariana (ancora meglio vegana), basata sull’abbondanza dei vegetali freschi, sui legumi e sui cereali integrali, ricchi di fibre e di altri nutrienti protettivi, è molto efficace nella prevenzione della malattia diabetica. È particolarmente importante ridurre (o eliminare del tutto) il consumo di proteine e di grassi animali (carne, uova, latte e formaggi) perché questi nutrienti aggravano nel loro insieme tutti i disturbi del metabolismo. L’altro pilastro della strategia preventiva è l’attività fisica (con un minimo di 20-30 minuti al giorno) che, se praticata con costanza ed entusiasmo, produce infallibilmente ottimi risultati.

Consumate dunque liberamente e in abbondanza verdure e insalate crude e mangiate tanta frutta fresca, ma limitate (meglio evitarli con cura) i succhi di frutta. È il consiglio che arriva da uno studio apparso sulla rivista Diabetes Care (2008,31:1311-1317).
I ricercatori della Tulane University School di New Orleans, hanno tenuto sotto osservazione oltre 71 mila infermiere per un periodo di 18 anni. Analizzando le abitudini alimentari delle 4.529 pazienti che in questo arco di tempo hanno sviluppato la malattia diabetica, si è scoperto che quelle che consumavano regolarmente almeno tre porzioni di frutta fresca al giorno, vedevano ridurre il rischio di diabete del 18 per cento; mentre coloro che consumavano anche un solo succo di frutta al giorno facevano aumentare il rischio del 18 per cento. I ricercatori affermano: «Si tratta di prodotti molto ricchi di zuccheri e consumati in forma liquida, quindi assorbiti velocemente. Occorre dunque molta cautela nel consumare questo tipo di succhi».
Capita spesso che la separazione delle diverse componenti di un alimento naturale ci dia prodotti squilibrati dal punto di vista nutrizionale e il cui consumo frequente può causare disturbi, ma anche vere e proprie patologie. Vale per i cereali integrali da un lato e le farine raffinate dall’altro, per il sale marino lavato e per quello integrale. È così, evidentemente, anche per alimenti che spesso consideriamo «salutari», come i succhi di frutta.
Altri studi dimostrano che, per ridurre il rischio di obesità, sia preferibile che i bambini consumino frutta e non succhi di frutta. Certo, non tutti sono uguali. Ci sono quelli addizionati con dolcificanti (da scartare) e quelli al naturale, ricavati da frutta biologica (da preferire). In ogni caso con molta moderazione. E senza la pretesa (assurda, a quanto pare) che una bibita fresca possa sostituire in toto una buona porzione di frutta cruda.

Regole d’oro
La prevenzione è integrale

Ecco in sintesi alcuni suggerimenti appropriati per la riduzione del rischio di diabete.

– Limitate il consumo di grassi saturi. Negli alimenti di origine animale, costituiscono una quota rilevante dei grassi totali.

– Evitate di consumare alimenti contenenti grassi idrogenati (margarine, biscotti e molti altri prodotti da forno), che fanno aumentare il rischio di malattia cardiovascolare e di diabete.

– Adottate preferibilmente una dieta vegana (senza alimenti di origine animale, escludendo quindi anche uova e latticini). In ogni caso, limitate fortemente (non più di una volta alla settimana) il consumo di carne, latte e derivati, uova.

– Orientatevi decisamente verso il consumo di cereali integrali (pasta, avena, segale, orzo, pane, ecc.) e di legumi, ricchi di fibre, che apportano grassi insaturi. Al contrario, fate diventare occasionale il consumo di carboidrati raffinati (riso bianco, pane con farine tipo 00, biscotti, fette biscottate, ecc.) provvisti di un indice glicemico elevato.

– Aumentate comunque la frequenza e la quantità di attività fisica.


 

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This Post Has 6 Comments
  1. credo che la dieta mediterranea sia la migliore in assoluto, io sono diabetico tipo 2 la cura x il mio diabete consiste in una pasticca ai pasti , mangio di tutto certamente in quantità consentita dal medico.
    La glicemia non supera 120 – 130,

    1. RISPOSTA

      Sì, anche i diabetici possono mangiare la frutta. È vero che per molto tempo, da questo punto di vista, le indicazioni sono state piuttosto restrittive. Tant’è vero che ai diabetici era permessa solamente una piccola quantità di frutta considerata poco zuccherina (le mele verdi, ad esempio), con esclusione assoluta di quella più dolce. Oggi, tuttavia, si tende a permettere il consumo di qualsiasi tipo di frutta, sia pure con qualche importante precisazione e qualche indispensabile avvertenza.
      Occorre dire, prima di tutto, che la frutta non è tutta uguale. Soprattutto per il diabetico. Questo per la capacità di far variare la glicemia dopo averla consumata. Questa variazione, in pratica, può essere identificata con l’indice glicemico. Un indice che però è influenzato da diversi fattori: la presenza di fibre e di minerali, l’eventuale cottura, la proporzione fra fruttosio e glucosio, il grado di maturazione, il possibile consumo nello stesso pasto di altri alimenti ricchi di grassi e di proteine (ad esempio, masticare qualche mandorla assieme alla frutta ne riduce l’indice glicemico), ecc. In pratica, albicocche, arance, kiwi, prugne, pere, mele e perfino uva hanno un indice glicemico basso (inferiore a 55), mentre altri tipi di frutta (il cocomero e il melone, ad esempio) arrivano a sfiorare un valore di 80, decisamente alto (per un confronto, il pane bianco e le patate al forno hanno un indice glicemico che supera il 100). Tuttavia un diabetico deve tener conto anche della quantità di zuccheri presenti in una porzione di frutta. Non è evidentemente la stessa cosa consumare 100 g di mela (10 g di zuccheri) oppure la stessa quantità di uva da tavola che ne contiene quasi 16: si tratta del 60 per cento in più!
      Un criterio più affidabile e semplice è quello di individuare il peso e il volume della porzione di frutta da consumare tenendo in considerazione sia l’indice glicemico che la quantità di zuccheri presenti in una certa quantità di alimento.
      Partendo dal presupposto che una porzione di frutta fresca non debba contenere per i diabetici più di 15 g di zuccheri, ecco che per chi soffre di questa patologia sarà concesso consumare circa 200 g di anguria o fragole, ma solo 80 g d’uva o 100 g di pere e mele o, in alternativa, 150 g di pesche (vedi tabella).

      Paolo Pigozzi

      FRUTTO PORZIONE CORRISPONDENTE
      A 15 G DI ZUCCHERI
      Banane 60 g
      Cachi 90 g
      Cocomero/anguria 200 g
      Fichi 80 g
      Fragole 200 g
      Kiwi 100 g
      Mele 110 g
      Melone 180 g
      Pere 100 g
      Pesche 160 g
      Pompelmo 180 g
      Prugne 130 g
      Uva 80 g

  2. Povero diabetico! Nulla o quasi gli è’ concesso. Anche le fette biscottate gli fanno male. Quale tipo di zucchero è’ concesso? Il miele?. Si parla di una nuova cura ma base di Liraglutide (Leader) con effetti molto positivi anche ai fini di un ottimo controllo sulle arterie. Qualche esperto in materia può’ confermare ed, eventualmente, approfondire l’argomento?

    1. Al diabetico non è concesso nulla (o quasi)? Non mi sembra. Che il diabete sia una patologia delicata e che merita tutta l’attenzione del paziente è evidente. Ma suggerisco che questa attenzione non sia vissuta come una serie di costrizioni e di proibizioni, ma piuttosto come una occasione per migliorare decisamente le proprie abitudini alimentari e il proprio stile di vita. Da condividere, se possibile, con i famigliari. Perché quello che fa bene al diabetico fa bene a tutti, grandi e piccoli.
      Per quanto riguarda la dieta, la tavola del diabetico può e deve essere più ricca e variata di quella di una persona in perfetta salute. A fronte di alcune limitazioni (ben ricordate nell’articolo), il diabetico può consumare tutti i cereali integrali (pasta, pane a lievitazione acida, riso, miglio, orzo, grano saraceno, avena, ecc.) e i legumi (fagioli, lenticchie, ceci, fave, ecc.), sia in preparazioni asciutte (da condire con verdure saltate rapidamente in poco olio) che in minestre.
      Le verdure (crude, cotte a vapore, stufate) devono essere il necessario quotidiano complemento del piatto di cereali e legumi. Da non trascurare i semi oleosi (noci, mandorle, nocciole, sesamo, lino, ecc.), nella quantità di circa 30 g al giorno e porzioni modeste di frutta fresca (una/due mele al giorno possono essere sufficienti; un po’ di prudenza con frutta molto dolce come uva, fichi, cachi).
      Gli alimenti proteici di origine animale dovrebbero essere consumati con molta moderazione, con una frequenza molto più ridotta di quello che si fa di solito (con l’eccezione del pesce, per chi non è vegetariano). Ad esempio formaggi e carne non dovrebbero essere consumati più di una volta ogni 8-10 giorni. Da non dimenticare l’indispensabile attività fisica giornaliera, il riposo notturno adeguato e una cura della propria spiritualità.
      Questo stile di vita, lo ripeto, non dovrebbe essere esclusivamente riservato al diabetico, ma potrebbe diventare patrimonio di tutti, con vantaggi scientificamente provati per il mantenimento del benessere e la riduzione del rischio di molte patologie acute e croniche.

      Dr. Paolo Pigozzi

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